Monaco, Sabato 24 May 2014

Felice Monteleone – FMPhotoSport

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Per me i due circuiti più difficili del Mondiale sono Monaco e Singapore”: così esordisce Pedro de la Rosa – collaudatore della Scuderia Ferrari – su Ferrari.com quando gli si nomina Monte Carlo. Non c’è spazio per errori, bisogna sempre guidare al limite e sfiorare tutti i numerosi muretti e guardrail, senza perdere mai la concentrazione. Sarà forse per questo che è una gara a cui tutti i piloti guardano con rispetto ed ammirazione, perché qui, forse più che in altri circuiti, il contributo del pilota è fondamentale. Non meno importante, certamente, il fattore meccanico. Le sospensioni, così come il cambio, sono estremamente sollecitati e si ricerca il massimo livello di sottosterzo per poter affrontare al meglio le tante curve lente.

“Quest’anno sarà molto interessante vedere come affrontare la curva Loews” – continua Pedro – “Perché, avendo un rapporto in più, dovremo capire se percorre quel tornantino comunque in prima marcia o se sarà possibile usare la seconda e avere così una migliore velocità in uscita”. E l’esperienza gioca sempre un ruolo determinante a Monaco: “Si tratta di un circuito bellissimo” – prosegue Pedro – “Ma è facile per un pilota farsi prendere la mano. Bisogna, invece, stare molto attenti a non danneggiare la vettura e tenersi lontani dai muretti, fare un giro di qualifica perfetto e una gara senza sbavature”.

A sentirlo raccontare così, sembra persino semplice, mentre a Monaco anche parlare alla radio con il proprio ingegnere è complicato. “Non ci sono rettilinei” – conclude Pedro – “Senza perdere mai la concentrazione bisogna anche parlare alla radio: anche da questo aspetto si può vedere la differenza tra un bravo pilota e un fuoriclasse”.

 

Felice Monteleone – FMPhotoSport

 

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